Notizie

Modalità di presentazione del rendiconto condominiale dopo la riforma

Con la legge 220/2012 in vigore dal 18 giugno 2013 (c.d. RIFORMA DEL CONDOMINIO) sono state introdotte molte norme a tutela dei condòmini. Questo articolo vuole fare luce su come l’amministratore deve redigere il rendiconto annuale da presentare in assemblea ordinaria. Gli articoli interessati sono il 1129, il 1130, ma, soprattutto, il 1130 bis del Codice Civile. 

Come premessa dobbiamo dire subito che l’amministratore di condominio deve esporre nella documentazione inviata ai condòmini la seguente dicitura: “professione esercitata ai sensi della Legge 14 gennaio 2013, n. 4 (G.U. n. 22 del 26-1-2013)”, questo in quanto da febbraio 2013 l’amministrazione condominiale rientra tra le cosiddette “professioni non regolamentate in ordini o collegi”. L’inadempimento all’utilizzo di questa dicitura ricade tra le pratiche scorrette tra professionisti e consumatori ed è sanzionato come previsto dal codice del consumo Dlgs 206/2005. Questa Legge coadiuva la necessità e l’obbligo dell’amministratore ad effettuare l’aggiornamento professionale obbligatorio dal 9 ottobre 2014 (15 ore all’anno) solitamente fatto con l’ausilio della propria associazione di categoria (Anaci, Anmni, Anaip, Alac, Unai ecc...). In caso quindi di iscrizione all’associazione il professionista ha l’obbligo di informare sempre i condòmini circa il proprio numero di iscrizione. (l’iscrizione non è obbligatoria, ma è sintomo di una certa serietà e professionalità)

 

Detto ciò ci addentriamo nella questione rendiconto e diciamo subito che non è più possibile far transitare le somme in oggetto presso un conto corrente dell’amministratore, ma occorre aprirne uno ad hoc, ossia intestato al solo condominio (bancario o postale). Ogni condòmino ha sempre il diritto di chiedere all’amministratore di prendere visione della rendicontazione periodica del conto corrente, eventualmente sostenendo le spese per la copia. 

 Il rendiconto deve essere redatto secondo precise disposizioni enunciate dalla Legge 220/2012 ben diverse da quanto era necessario fare in precedenza:

  • prima di tutto deve essere presentato entro 180 giorni (6 mesi), al termine di questo periodo l’amministratore è revocabile per grave inadempienza;
  • per quanto riguarda la forma invece diciamo innanzitutto che deve essere CHIARO in modo da consentirne l’immediata verifica;
  • una delle novità più significative è la “nota sintetica esplicativa”, una sorta di report simile alla nota integrativa prevista per i bilanci delle società di capitali che evidenzi le questioni pendenti e i rapporti in corso. Questa nota dovrebbe permettere anche a chi non partecipa all’assemblea di comprenderne i punti cardini ( ricordiamo che è un dovere del condòmino partecipare alla vita condominiale, soprattutto nel suo momento più significativo: l’assemblea di condominio);
  • la riforma prevede che sia redatto un prospetto di cassa in cui si evidenzino tra le altre voci i saldi di conto corrente iniziale e finale dove vengono esposti i flussi in entrata e in uscita;
  • si dovrà compilare anche la situazione patrimoniale cioè tutte quelle voci di crediti e di debiti che si manifestano in un dato momento, di solito coincidente con la chiusura del rendiconto condominiale;
  • infine diciamo che su richiesta dell’assemblea potrà essere attivato un sito internet condominiale dove poter estrarre copia dei documenti previsti da ogni delibera assembleare.

 Articolo redatto dallo Studio San Mamolo – Consulenti Condominiali Adido Consumatori Sede Prov. Bologna

 

Per qualsiasi richiesta in riferimento agli argomenti esposti non esitate a contattare l’Associazione (condizioni e contatti nei link “chi siamo” e “contatti”) 

Questo sito utilizza i cookie di sessione e analytics di "terze parti" per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.